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CHIUSA IERI SERA, CON IL TUTTO ESAURITO NEL DUOMO DI PORTOGRUARO, L’EDIZIONE 2017.

IL COMMENTO DEL DIRETTORE ARTISTICO M° ENRICO BRONZI

Tutto esaurito ieri sera nel Duomo di Portogruaro per il concerto dedicato alle più note Cantate di Bach che ha chiuso CERCANDO AMADÈ, la 35.a edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia, con la direzione artistica del Maestro Enrico Bronzi.

La scelta di dedicare il Festival a Wolfgang Amadeus Mozart ha trovato sicuramente il favore del pubblico; le presenze infatti hanno registrato un segno più rispetto alla precedente edizione – commenta Enrico Bronzi a chiusura della kermesse -. Un tema intrigante che ha permesso a tutti di entrare in una dimensione di approfondimento che ci ha rivelato i tanti volti di Mozart. Tra tutti i capitoli che hanno composto questo racconto sicuramente quello di “Mozart massone” è stato quello più curioso e forse meno noto. Senza la partecipazione attiva della comunità di Portogruaro, delle tante persone che arrivano anche dalle regioni limitrofe e dei sostenitori pubblici e privati, ai quali siamo grati anche per il rapporto di massima fiducia e grande libertà instaurato nel corso degli anni, non sarebbe pensabile costruire un evento di questo calibro”.

I numeri, infatti, parlano da soli: trentacinque (35) i concerti in venti giorni per un totale di oltre duecento (200) artisti. In aumento anche i partecipanti ai laboratori proposti. Molte le Borse di Studio assegnate dal Lions Club, dal Rotary Club Portogruaro, dal Soroptimist Club di San Donà di Piave e Portogruaro e dalla famiglia Durante.

Anche il ciclo di incontri Penombre hanno avuto grande seguito. “Si sono succedute quattro grandi personalità (Angelo Foletto, Sandro Cappelletto, Michele dall’Ongaro e Fabio Sartorelli), ognuno con la sua specifica formula narrativa interessante e coinvolgente, con un tratto in comune ovvero quello della “musicologia emozionale”, fatta di racconti, descrizioni, analisi. Leggerezza e rigore scientifico, insomma, hanno caratterizzato i due poli apparentemente inconciliabili di queste Penombre”– sottolinea il direttore artistico del Festival.

Non vanno dimenticate le Masterclass – prosegue Bronzi – esperienza centrale della formazione, nonché punto focale della manifestazione, capaci di darle quel tocco di freschezza e di internazionalità, che la contraddistinguono. Nel complesso le attività didattiche organizzate nell’ambito delle Masterclass Internazionali hanno interessato 274 allievi provenienti da tredici (13) nazioni diverse: oltre all’Italia, Austria, Belgio, Germania, Finlandia, Francia, Giappone, Grecia, Olanda, Romania, Russia, Svizzera, Portogallo”.

I dati più interessanti sono stati quelli registrati per la sezione “Festival Metropolitano” con oltre duemiladuecento (2200) presenze, che rappresenterà un tassello importante nel futuro del Festival, grazie anche al sostegno della Fondazione di Venezia e della Fondazione Santo Stefano onlus– conclude Bronzi. Un progetto che ha portato il Festival di Portogruaro nei territori meno conosciuti del Veneto Orientale con un intento di valorizzazione degli stessi e, se pensiamo alle località balneari quali Caorle e Bibione, con la volontà di ampliare la loro offerta culturale. Una scelta vincente confermata dagli oltre mille spettatori solo per i concerti nelle località appena citate”.