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Mercoledì 6 settembre due importanti appuntamenti di Cercando Amadè, la 35°edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia, che sta giungendo alla sua conclusione. Alle ore 18 l’incontro, a ingresso libero, “Mozart alla fine di un’epoca”, ultimo appuntamento di Penombre. Ospite nella Sala Consiliare del Municipio di Portogruaro sarà Fabio Sartorelli, docente di storia della musica al Conservatorio “G.Verdi” di Como e “Guida all’ascolto dell’opera lirica e del balletto” all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.

Alle ore 21 al Teatro Russolo di Portogruaro la serata sarà dedicata a “Mozart massone” con l’Orchestra d’Archi Italiana, il Coro del Friuli Venezia Giulia diretti da Enrico Bronzi, il tenore Moritz Kallenberg e  il baritono Hao Wang; Cristiano Dell’Oste, maestro del coro. Un concerto che aprirà un altro capitolo della poliedrica figura del compositore Salisburghese, entrato nella Massoneria a Vienna nel 1784, con un focus su alcuni elementi della sua musica composta in questo periodo. Furono gli ideali umanitari, la lotta contro le superstizioni e le ristrettezze spirituali, i principi di mutua solidarietà e di fraterna giustizia propugnati dalla Massoneria a conquistare l’animo sensibile di Wolfgang.

Molti sono i musicisti e i compositori che in tempi diversi furono affiliati alla massoneria. Solo per fare qualche nome certo: Haydn, Hummel, Mendelssohn, Liszt, Salieri, Paganini, Puccini. Nonostante questo non è sempre facile identificare una sorta di gergo musicale massonico. Per certi “vocaboli musicali” di Mozart questo è possibile: ad esempio le tonalità di mi bemolle e di do minore, per le quali i tre bemolli in chiave sul pentagramma formano in triangolo con il vertice rivolto verso l’alto. E così l’adozione di voci esclusivamente maschili, la prevalenza di certi strumenti a fiato, dal timbro “virile” come clarinetti e corni di bassetto; e poi le note legate a due a due, ad indicare l’unione fraterna, e con lo stesso significato le terze e le seste parallele, ed infine l’uso di cellule ritmiche ternarie eventualmente ripetute tre volte consecutive, a indicare i tre gradi dell’Ordine.

Nella serata si ascolteranno: Sinfonia in fa maggiore F 67, Le dissonanze, composta Wilhelm Friedemann Bach, primogenito del più famoso Johann Sebastian. Di sensibilità moderna e d’impostazione bizzarra la composizione si richiama alla sinfonia italiana, con alcuni caratteri tipici della Suite francese.

Si passa poi a Mozart con Divertimento in fa maggiore K 138 (K6 125c), curiosamente tripartito (Allegro-Andante-Presto), privo cioè del canonico minuetto. Segue una silloge di brani cantati che costituisce un piccolo compendio dei tanti brani che – per disposizione d’affetti, impostazione tonale o esplicita destinazione d’uso – furono creati da Mozart con un pensiero sintonico alle finalità massoniche, tra i quali “O Isis und Osiris“, Coro dal Flauto magico K 620, opera del 1791, ultimo anno di vita di Mozart, ritenuto un vero e proprio manifesto musicale massonico.

Prima del concerto, alle ore 20.30 nel Foyer della Magnolia, il tradizionale appuntamento con Gli aperitivi del Festival.

La biglietteria aperta dalle 18 alle 21. Info: www.festivalportogruaro.it

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