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IL CONCERTO DELL’ORCHESTRA D’ARCHI ITALIANA CON IL CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA DIRETTI DA ENRICO BRONZI E CON IL SOPRANO MALIN HARTELIUS

 

“Chi non conosce queste composizioni non può asserire di conoscere Mozart” – Albert Einstein.

Inaugura domenica 20 agosto alle ore 21 al Teatro Comunale Luigi Russolo di Portogruaro Cercando
Amadè, la 35.a edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia, che si svolgerà nella cittadina veneta e in altre località del Veneto Orientale – grazie al progetto “Festival Metropolitano”- con la direzione artistica del Maestro Enrico Bronzi, fino al 10 settembre 2017 e che quest’anno sarà dedicato al musicista salisburghese Wolfgang Amadeus Mozart. Protagonisti della serata di apertura l’Orchestra d’Archi Italiana con il Coro del Friuli Venezia Giulia diretti da Enrico Bronzi e con il soprano Malin Hartelius (Theresa Kronthaler – mezzosoprano, Benjamin Glaubitz – tenore, Martin Häßler – basso, Cristiano Dell’Oste – maestro del coro).

Prima del concerto, alle ore 20.30 nel Foyer della Magnolia, il tradizionale appuntamento con Gli aperitivi del Festival.

Le due formazioni proporranno per il Festival di Portogruaro un concerto spettacolare con i momenti più alti del Mozart sacro, uno dei tanti volti del musicista salisburghese che verranno ricercati durante il Festival. “Chi non conosce queste composizioni non può asserire di conoscere Mozart”: queste le parole di Albert Einstein. Il decennio 1770 è quello che vide nascere la quasi totalità della produzione sacra di Mozart, rivolta al servizio liturgico della corte salisburghese. Tra il 1769 e il 1780 videro la luce tredici Messe, quattro Litanie, due Vespri e altri lavori. Da ricordare che siamo nel secolo XVIII a Salisburgo, città che, insieme a Vienna, era il principale centro austriaco di musica sacra.

Il programma della serata si avvia con la Spatzen-Messe (Messa dei Passeri), composta da Mozart nel 1775 all’età di 19 anni quando si trovava a Monaco, chiamata così poiché i violini eseguono un motivo nel Sanctus, ripetuto anche durante l’Osanna, che richiama il cinguettio dei passeri. I movimenti sono quelli di una Missa Brevis, orchestrata però con la solennità di una Missa Solemnis.

A seguire le Vesperae Solemnes de Confessore K 339, l’ultimo capolavoro chiesastico composto da Mozart al servizio dell’Arcivescovo di Salisburgo Hieronymus von Colloredo (casata nobile friulana che ebbe un ruolo importante nella storia dello Stato Patriarcale di Aquileia). Eletto nel 1772 von Colloredo, con la sua visione improntata ai modelli italiani, contrastò la prolissità barocca tipica dello stile salisburghese, preferendo una stringatezza formale del brano religioso. Caratteristiche alle quali corrispondono anche le Vesperae Solemnes de Confessore, scritte da Mozart nel 1780, nell’ambito del suo incarico di organista di corte riottenuto dopo un deludente viaggio in Francia che sperava potesse procurargli una collocazione al di fuori della sua città natale.

Il concerto si chiude con quello che molti definiscono un miracolo di sintesi poetica, una piccola gemma della produzione di Mozart: l’Ave Verum Corpus K 618. Si tratta di un mottetto per coro misto, orchestra e organo di sole 46 battute composto a Baden fra il 17 e il 18 luglio del 1791, pochi mesi prima della sua morte, ed è una delle composizioni più celebri di Mozart, nata in occasione del Corpus Domini per sanare un debito nei confronti dell’amico Anton Stoll che dirigeva il coro locale e considerata uno dei momenti più alti del genio mozartiano. La struggente bellezza delle note sostiene le verità di fede contenute nel testo. Una composizione che commuove per la semplicità del canto e della linea melodica, lasciando attonito chi la ascolta. Scrive Bernhard Paumgartner: «è il più fervido e illuminato di tutti i canti eucaristici. Nel breve ma incommensurabile spazio di 46 battute l’immagine dolorosa del Crocifisso, gli spasmi dell’agonia, gli orrori della morte, si trasfigurano nella pace eterna, ed è questa forse la più alta opera d’arte che Mozart abbia creato: estremo, beatificante rifugiarsi in Dio del suo stesso annunziatore».

Biglietteria aperta dal 18 agosto, tutti i giorni dalle 11 alle 12.30 e dalle 18 alle 19.30 (il giorno del concerto apertura fino alle ore 21).

Info e programma: www.festivalportogruaro.it

 

Portogruaro, 14 agosto 2017
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Ufficio Stampa – Festival di Portogruaro
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