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37ª  EDIZIONE
IL PARADIGMA ROMANTICO

Un ampio sguardo indaga i diversi linguaggi del Romanticismo musicale europeo, partendo dalle anticipazioni beethoveniane per soffermarsi sulla figura del compositore tedesco Robert Schumann, con la moglie Clara e la cerchia di musicisti e intellettuali che ruotavano attorno alla coppia, fino agli esiti più autorevoli del Secondo Ottocento.


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Manca meno di un mese all’apertura de “Il Paradigma Romantico”, 37esima edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro con il sostegno di Città di Portogruaro, Città Metropolitana di Venezia e Regione Veneto. Il Festival si svolgerà nella cittadina veneta e in altre località del Veneto Orientale dal 20 agosto al 18 settembre 2019.

 

Focus dell’edizione sarà la produzione musicale romantica europea, con particolare attenzione al repertorio da camera nelle sue più diverse espressioni. Presenza costante sarà anche il pianoforte e graditi ritorni saranno  il repertorio vocale e quello per gli strumenti a fiato. Moltissime le iniziative che daranno voce agli importanti percorsi didattici della Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro: insegnanti e allievi della Scuola e delle Masterclass saranno infatti veri protagonisti di livello di alcuni dei concerti più impegnativi del Festival.
Evento di grande respiro, il Festival internazionale di Musica di Portogruaro è ormai un appuntamento irrinunciabile dell’estate del Nordest ed è un’importante leva perché il nome e le importanti risorse di Portogruaro e del suo territorio trovino la giusta risonanza (artistica, culturale, paesaggistica e turistica) a livello nazionale e non solo.
Si conferma, tra le partnership di rilievo, quella con RAI Radio 3 che anche quest’anno trasmetterà alcuni appuntamenti del Festival. Ad essa si aggiungono quelle di Sky Classica, il canale di Sky dedicato alla musica “colta”, che seguirà le varie fasi del festival con alcuni approfondimenti, della storica testata Il giornale della Musica e di Venice Classic Radio.

 

Si affiancano al Festival due altre nuove partnership con il FAI – Fondo Ambiente Italiano, i cui soci potranno godere di una scontistica su abbonamenti e biglietti e con Musement.

Musement è il marketplace multicanale per la ricerca e prenotazione di esperienze, attrazioni e tour in tutto il mondo, disponibile in oltre 1.000 destinazioni e 70 paesi. Oltre all’attività di reselling, Musement ha sviluppato un widget per l’online booking, grazie al quale gli appassionati e i curiosi potranno acquistare i biglietti per assistere ad alcuni dei concerti direttamente sul sito ufficiale della manifestazione.
Il Festival porta i suoi appuntamenti culturali anche nelle località balneari di Caorle, Bibione e Jesolo per agevolare il flusso dei turisti interessati a un’esperienza turistico-culturale completa.

 

<<Questa edizione del Festival si propone di indagare il “Paradigma romantico” al quale sono legate le composizioni degli artisti geniali che frequentavano casa Schumann e altri musicisti non meno importanti di quei tempi. Tutti illuminati dalla personalità di Beethoven, che del romanticismo musicale fu precursore, e tutti volti a sviluppare il linguaggio dei suoni fino agli esiti che ben conosciamo della musica del secondo ‘800 e oltre. Il “racconto musicale” del Festival prosegue fino a incontrare i discendenti e i collaterali di tanti maestri, dal tedesco Reinecke all’ungherese Dohnanyi, al boemo Smetana, ai francesi Gounode Alkan, per i quali il Festival si è persino dotato di un pianoforte a pedali! E poi il nostro Verdi, con una serie di parafrasi dalle sue principali opere ma anche con il suo unicum cameristico rappresentato dal quartetto per archi. E avanti, fino a Mahler, Reger, Schönberg. Non mancheranno poi momenti dedicati ad altri argomenti musicali, dal barocco veneziano, alla musica etnica, alla nuova musica che vedrà la proposta dell’azione musicale “Dafne” per voci e strumenti del compositore sandonatese e direttore della Scuola di Musica di Portogruaro Mario Pagotto.

Per poter far fronte all’arduo compito di presentare una varietà più ampia possibile di esempi, di autori, strumenti e organici (dall’organo, al coro, agli strumenti a fiato), il Festival ospiterà numerosi giovani concertisti che daranno vita a “laboratori di musica da camera”, ensemble coordinati da docenti delle masterclass, i quali svolgeranno la loro attività didattica suonando assieme agli studenti in prova e in concerto.

La Fondazione Musicale Santa Cecilia interpreta così la propria missione orientata alla più ampia diffusione della cultura musicale inserendo il nutrito programma del Festival nel più vasto contesto dell’offerta turistica e culturale di Portogruaro e del suo territorio, d’intesa con numerose altre amministrazioni e istituzioni>> ha sottolineato Paolo Pellarin, Presidente della Fondazione Musicale Santa Cecilia e coordinatore artistico del Festival.

 

Maria Teresa Senatore, Sindaco di Portogruaro evidenzia come <<il Festival Internazionale della Musica, giunto ormai alla sua 37a edizione, si conferma come un’importantissima tradizione di Portogruaro che attrae e ospita ogni anno nella nostra città musicisti di fama mondiale. Si tratta di uno degli eventi musicali più importanti del Veneto Orientale e rafforzerà il ruolo della nostra città quale polo turistico-culturale di eccellenza. Ringrazio a nome dell’Amministrazione Comunale la Fondazione Musicale Santa Cecilia e i suoi operatori per aver ancora una volta organizzato un Festival che darà la possibilità alla nostra Portogruaro di dimostrare la propria accoglienza e il proprio amore per la musica>>.

 

<<Come sempre il Festival prova a spiegare la capacita visionaria della musica in tutte le sue forme e sarà un’occasione irripetibile, anche per chi questo mondo non lo conosce, per avvicinarsi ed apprezzarlo. Sono  occasioni come questa quelle in cui si intravvedono le potenzialità di questo territorio che sa produrre e offrire appuntamenti di qualità, non solo in ambito culturale, catalizzatori d’interesse da parte di appassionati in tutta l’area metropolitana>> ricorda Luigi Brugnaro, Sindaco della Citta Metropolitana di Venezia.


“Nel portare il saluto della Regione Veneto e del suo Presidente Luca Zaia, voglio esprimere il mio plauso più sincero per gli organizzatori di questa manifestazione che rappresenta senza dubbio uno degli appuntamenti di maggior rilievo in ambito culturale non solo per Portogruaro ma per tutto il territorio circostante e di cui la stessa regione, va senza dubbio fiera, stante la sua valenza di carattere internazionale. Un ringraziamento doveroso, quindi, a tutti coloro, agli enti agli sponsor, che hanno creduto e credono in questo evento che mi auguro possa sempre mantenere l’alto livello qualitativo che ha saputo nel tempo raggiungere.” conclude Fabiano Barbisan, Consigliere Regionale del Veneto.

FOCUS SUL PROGRAMMA

 

Il paradigma romantico” impone il focus della nuova edizione del Festival sul linguaggio musicale del Romanticismo europeo, con particolare attenzione al repertorio da camera nelle sue più diverse espressioni, senza trascurare il “re” degli strumenti romantici, il pianoforte, presente in diversi organici e in veste di “straordinario” solista nel concerto d’inaugurazione, che vedrà protagonista Roberto Prosseda e lo strumento in una veste del tutto particolare.

Roberto Prosseda, artista di grande fama e attento alla ricerca - in concerto il 20 agosto al Teatro Russolo - affronta un accattivante repertorio sette-ottocentesco con il suo pianoforte con pedaliera, anche detto “pedal piano”. Un pianoforte doppio, dotato di una pedaliera simile all’organo. Questo strumento, che nei secoli scorsi era suonato nei salotti e nei teatri e contava diverse composizioni dedicate (lo stesso Schumann ha composto molto per esso), è oggi quasi scomparso dalle sale da concerto e dalla storia della musica. È stato recentemente riscoperto, grazie proprio a Prosseda, autorevole pianista tra i più attivi nella scena internazionale. Prosseda (celebre fra l’altro per la sua incisione dell’integrale pianistica di Mendelssohn per la Decca) è a tutt’oggi l’unico a tenere concerti con questo affascinante strumento.

È il repertorio da camera a incarnare a Portogruaro lo spirito romantico nelle sue più diverse espressioni. Il contesto cameristico, infatti, è quello che maggiormente consente di apprezzare ogni minimo dettaglio della scrittura e dell’interpretazione musicale, delle figure ritmico armoniche anche più complesse; è il sottile dialogo tra strumenti quello che mette il pubblico in contatto diretto con l’artista, che incorpora l’uditorio nello stesso gesto musicale di chi suona: una fruizione “sentimentale”, dunque, pienamente romantica che la musica per pochi strumenti, che si rapportano tra loro “come in una conversazione privata”, restituisce in modo efficace ed empatico.

 

Protagonisti dei concerti cameristici sono alcuni ensemble di riconosciuta fama internazionale, a cominciare dal Quartetto Prometeo: pluripremiato ensemble attivo dalla fine degli anni Novanta, ideale erede del Quartetto Italiano, il Prometeo collabora con i maggiori solisti internazionali (da Mario Brunello ad Alexander Lonquich e Lilya Zilberstein, solo per citarne alcuni), suona nelle più importanti sale del mondo e ha inciso per ECM e Sony. A Portogruaro è protagonista di due concerti al Teatro Russolo (lunedì 2 e mercoledì 4 settembre) alle prese con alcune opere capitali del Romanticismo, come il primo Quartetto op. 14 e, assieme ad altri artisti presenti al festival, il Quintetto per archi op. 44 di Schumann, il Quintetto per archi di Schubert e il celebre Ottetto di Mendelssohn.

Ad affrontare degli altri capisaldi della letteratura romantica è l’Ensemble del Festival di Portogruaro, formazione variabile, composta dai docenti delle masterclass che si tengono contemporaneamente al Festival unitamente ad alcuni artisti ospiti, dello spessore di Toby Hoffman, Petra Letchova, il Trio Opter, Carlo Teodoro, Elisabetta Mangiullo e Alberto Casadei. In programma – venerdì 30 agosto al Russolo – il Trio con pianoforte di Bedřic Smetana, tra le pagine più toccanti e intime del compositore di Praga, e il secondo Quartetto brahmsiano con pianoforte che si caratterizza per il suo ottimismo, per la lucentezza delle armonie e per l’espressione di ogni sfumatura del sentimento.

Altro ospite di punta del Festival sarà il Trio Bandini – Manara – Polidori (ancora al Russolo, mercoledì 11 settembre) che con grande esperienza affronterà pagine significative come l’Arpeggione di Franz Schubert in un’originale versione con la chitarra al posto del pianoforte e metterà in luce il poco noto catalogo ancora per chitarra, firmato da Paganini.

Singolare la scelta di proporre l’unico Quartetto per archi di Giuseppe Verdi, banco di prova cameristico per l’operista per antonomasia che non ha esitato a cimentarsi nella scrittura strumentale. L’esecuzione è a cura del Quartetto Eilat, il 3 settembre a Villa Correr Agazzi di Biverone di San Stino di Livenza.

Ancora una volta è il Teatro Russolo ad ospitare - il 12 settembre - uno dei momenti più significativi del Festival con l’Orchestra Filarmonica Slovena: grande per la sua storia, per le dimensioni e soprattutto per competenza e sensibilità, affronterà due opere titaniche (per impatto e difficoltà) dell’Ottocento europeo: la Sesta Sinfonia “Pastorale” di Beethoven, una copia manoscritta della quale l’autore dedicò proprio all’orchestra di Lubiana, e il Concerto per violino di Brahms, che vedrà impegnato in veste di solista Ilya Grubert, da anni colonna portante del Festival e delle masterclass internazionali di Portogruaro.

Un gradito ritorno al Festival è quello degli strumenti a fiato: particolarmente originali saranno le trascrizioni – dei veri divertissement – dalle più celebri pagine operistiche verdiane e del verismo che saranno proposte dall‘Ensemble di musica da camera del Festival di Portogruaro – in testa l’oboista Luca Vignali – il 23 agosto nell’Area Archeologica della Basilica Paleocristiana a Concordia Sagittaria con replica a S. Vito al Tagliamento il 24 agosto. Di tutt’altro tenore sarà invece l’omaggio al clarinetto del Clartet (il 22 agosto nella Chiesa Parrocchiale di Bagnara di Gruaro) giovane quartetto di soli clarinetti che si confronta con un repertorio (in gran parte trascritto) novecentesco e contemporaneo.
Di grande fascino sono le incursioni nel repertorio antico: l’Armoniosa Ensemble (giovedì 22 agosto nella Cattedrale di Caorle) presenta il suo nuovo lavoro prodotto da RedDress e distribuito da Sony Music e Naxos, dedicato ai 12 Concerti op. 3 “L’Estro Armonico”  di Antonio Vivaldi, nelle trascrizioni del cembalista Michele Barchi. Un pregevole viaggio stilistico e musicale “Tra Venezia e Dresda” attraverso pagine (alcune di rara esecuzione) del Sei e Settecento costituirà l’offerta dell’Ensemble Contrarco, il 21 agosto nella Chiesa di San Luigi a Portogruaro.
Lo stesso si può dire degli sguardi sul contemporaneo, che con la contaminazione tra musica jazz e klezmer porta al Festival una delle band più vulcaniche e coinvolgenti dell’attuale scenario “trasversale” contemporaneo, la Ziganoff Jazzmer Band con Igor Polesitsky, il 25 agosto a Portogruaro nella Piazzetta Pescheria. Una ricerca musicologica di altissimo livello condotta da Renato Morelli che vedrà protagonista Polesitsky, grande esperto di klezmer nonchè prima viola del Maggio Fiorentino in una proposta insieme raffinata e istrionica.

 

E sempre nell’ambito del contemporaneo, la chiusura del Festival è un vero ponte diretto al futuro: mercoledì 18 settembre al Teatro Russolo i giovani e brillanti interpreti dell’Accademia d’Archi Arrigoni, diretta da Domenico Mason, affiancano sorprendenti solisti, tra cui la giovane Gloria Campaner, pluripremiata e acclamata nelle sale di tutto il mondo, eletta Ambasciatrice Musicale d’Europa. Nell’ampio repertorio sarà presente anche una prima assoluta: Dafne. Azione musicale per soprano, violino, pianoforte, archi e percussioni di Mario Pagotto, compositore oggi tra i più affermati ed eseguiti, vincitore di molti concorsi e docente al Conservatorio di Musica “Tomadini” di Udine, oltre che direttore della Scuola di Musica della Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro.

L’IMPORTANZA DELLE MASTERCLASS INTERNAZIONALI


La vocazione formativa e didattica, tra le principali mission dell’istituzione musicale portogruarese, trova nel Festival un contesto particolarmente fertile che vede esibirsi docenti e allievi a volte sullo stesso palcoscenico, come protagonisti di livello di alcuni dei concerti più impegnativi del Festival, e dà risalto ai frutti di percorsi formativi affidati a docenti di notevole spessore.
Anche nel 2019, infatti, parte integrante del Festival sono le Masterclass, che portano a Portogruaro centinaia di giovani musicisti da tutto il mondo. Dal 16 agosto al 3 settembre la cittadina veneta ospiterà le lezioni di docenti prestigiosi che si distinguono in ambito cameristico e solistico nel panorama internazionale: tra essi Amiram Ganz, Ilya Grubert e Stefano Pagliani (violino), Francesco Fiore (viola), Francesco Dillon, Stefano Cerrato e Damiano Scarpa (violoncello), Christine Hoock (contrabbasso), Alessandro Taverna, Giorgio Lovato e Naum Grubert (pianoforte), Quartetto Prometeo e Toby Hoffman (musica da camera), Giampaolo Bandini (chitarra), Nicoletta Sanzin (arpa), Luca Vignali (oboe), Luciana D’Intino (canto).
Particolarmente attesa è anche la performance degli allievi della Masterclass di Luciana d’Intino (13 settembre, Chiesa di San Luigi) che vede tornare il canto lirico dopo un anno di sospensione, dovuto alla prematura scomparsa del Maestro Claudio Desderi, alla cui memoria è dedicato il concerto stesso.

Attese anche la prova dell’orchestra di violoncelli costituita dagli studenti del corso tenuto da Stefano Cerrato, e quelle dei Laboratori di musica da camera coordinati rispettivamente dal violoncellista veneziano Carlo Teodoro e dai componenti il Trio Opter (il cornista Guglielmo Pellarin, il violinista e violista Francesco Lovato e il pianista Federico Lovato).


LE PENOMBRE


Si confermano i frequentatissimi appuntamenti delle Penombre, incontri introduttivi ai concerti, che ospitano musicologi e critici di fama e sono abbinati a degustazioni di vini del territorio, tutte accolte all’interno della Sala Consiliare del Municipio di Portogruaro.
La prima Penombra sarà affidata – martedì 20 agosto, apertura assoluta del Festival – a Roberto Prosseda, che spiegherà i trucchi e le particolarità del suo “pianoforte al quadrato”, il “pedal piano”. Domenica 25 agosto sarà “La musica klezmer. Dall’archivio di Vilna alle ricerche di Moisei Beregovsky” il titolo dell’incontro con Renato Morelli, uno di massimi esperti di klezmer, fisarmonicista e fondatore della Ziganoff Jazzmer Band.

Torna, graditissimo ospite, una firma storica e autorevole della musicologia italiana ed europea: Quirino Principe che, il 26 agosto, ci intratterrà sull’affascinante figura di E.T.A. Hoffman e sui legami tra letteratura e musica nel Romanticismo tedesco. Un altro “amico di vecchia data” del Festival è il musicologo Roberto Calabretto, impegnato mercoledì 28 agosto, nell’analisi della poetica dell’ultimo Robert Schumann.

Chiuderà il ciclo Claudio Bolzan, con un approfondimento su Norbert Burgmüller, figura purtroppo poco nota in ambito storico-musicale, ma molto importante per le notevoli influenze e gli strettissimi rapporti personali e artistici con Robert Schumann.
I SOSTENITORI

Il Festival internazionale di musica di Portogruaro è realizzato in collaborazione con Città di Portogruaro, Città metropolitana di Venezia, Regione Veneto, grazie al contributo dei main sponsor Santa Margherita – Gruppo Vinicolo, Adriatico2 e Intrapresa srl, da anni vicini al Festival e che con il loro fondamentale apporto permettono la realizzazione della manifestazione, assieme agli altri sponsor Generali – Agenzia di Portogruaro San Nicolò, LTA Livenza Tagliamento Acque, Asvo (insieme per l’ambiente), Alysen, IopGroup e agli sponsor tecnici Fondazione Collegio Marconi, Fazioli Pianoforti, FAI – Fondo Ambiente Italiano e ai numerosi altri sostenitori, privati e imprese, che anche quest’anno partecipano alla crescita della manifestazione.