atempoFestival di Musica “A tempo”

Il progetto

Il soggetto intorno al quale il festival si muoverà quest’anno sarà il tema della percezione dello scorrere del tempo. Il titolo della manifestazione sarà: A TEMPO, volendo indagare la questione del tempo musicale, ma anche del tempo psicologico, del tempo biologico e del tempo ciclico. Il musicista affronta quotidianamente questo tema straordinariamente affascinante che è pure un tema filosofico, psicologico e scientifico. E’ curioso, tuttavia, notare come ancora oggi la stessa fisica non riesca a dare risposte univoche su questo grande tema. Basti pensare che la teoria della relatività e la meccanica quantistica danno due versioni antitetiche della questione tempo e ciò dà la misura di quanto ancora poco sappiamo dell’argomento.

La musica rende sorprendentemente tangibili i termini di questi interrogativi: il tempo esiste?Esistono più forme di tempo? A quale tempo dobbiamo credere? A quello circolare delle stagioni e delle fioriture o a quello lineare che ci vede nascere, crescere e morire? O a quello degli eventi che accadono o non accadono? Quanto possiamo percepire l’idea del tempo in una stanza buia e chiusa? Possiamo percepire il tempo con un organo di senso, così come sentiamo il freddo e il caldo, il dolce e il salato? Quando percepiamo la durata diversamente l’uno dall’altro, ci sbagliamo? Esiste dunque un tempo vero ed uno soggettivo?

La musica esprime costantemente questi interrogativi, sia che il compositore sviluppi tali riflessioni a livello conscio o in modo involontario. Aforismi, moti perpetui, sospensioni, scorrere lineare o ciclicità. La musica attraversa costantemente queste dimensioni. La musica sospende il prima ed il dopo della nostra vita. Nella durata di un brano, cessiamo di utilizzare le categorie causali che preesistevano al brano. Nel momento in cui il brano inizia, inizia un tempo che non ha a che fare con il tempo precedente, quello in cui abbiamo parcheggiato l’auto e ci siamo recati al Teatro Russolo..

Ora inizia un brano in cui si realizza pienamente il concetto di libertà: le leggi della logica sono ferree, rigorosissime, ma le ha stabilite il compositore e non hanno a che fare con il nostro ‘prima’ e ‘dopo’. Ed in questa nostra contemplazione, altrettanto libera, poichè noi abbiamo con un atto deliberato deciso di parteciparvi, avviene il miracolo della creazione più astratta e pura: il suono. Ed è una meraviglia che agisce sul nostro tempo. Noi qui cessiamo per un’istante di vivere e morire. La musica si lega in modo indelebile al nostro ricordo. Vive in noi quando è trascorsa. Eppure il suo essere nel presente è indiscutibile. Si dice che Schubert abbia affermato più o meno questo: ‘Conoscete voi, dunque una musica allegra? No, non esiste, ve lo dico’. Vorrei completare un possibile senso del discorso: non esiste poichè si spegne nel momento stesso in cui viene al mondo.

Muore istantaneamente, eppure entra subito nel nostro profondo, nel nostro vissuto. Genera immediatamente la nostalgia della bellezza fugace, imprendibile, perfetta perchè non di questo mondo. Queste ed altre analogie il nostro festival vuol raccontare. E vorremmo proporre una degna antologia di brani in cui la concezione del tempo si manifesta in modo originale. Passacaglie, ciaccone, ostinati saranno in relazione con il tempo ciclico (quello delle stagioni, dei giorni, dell’oscillare di un pendolo). Le musiche dei minimalisti, di Pärt, di Webern, di Kurtag, di Cage, di Ligeti, saranno messe in relazione con gli opposti/coincidenti del tempo sospeso/compresso/dilatato. Il tempo lineare trova invece una perfetta simmetria nell’idea di forma sonata, o in tutte le forme con una struttura narrativa logico-lineare.

Enrico Bronzi