Nuovo appuntamento con i “concerti metropolitani”, una progettualità nata insieme alla collaborazione dei Comuni e delle località coinvolte e sostenuta dalla Fondazione di Venezia e dalla Fondazione Santo Stefano Onlus, di “Illuminazioni”, 36° edizione del Festival internazionale di musica di Portogruaro organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia. Venerdì 31 agosto alle ore 21, al Teatro Astra di San Donà di Piave, sarà la volta di Schumann Abend, una serata, a ingresso libero, interamente dedicata al mondo di Robert Schumann. Sul palco: Guglielmo Pellarin (corno), Simone Briatore (viola), Enrico Bronzi, Luca Magariello (violoncelli), Cecilia Novarino, Francesca Sperandeo (pianoforti). Nello stesso giorno a Portogruaro alle ore 18, nella Sala Consiliare del Municipio, concerto degli studenti delle masterclass e alle ore 21 nella Chiesa di San Luigi Concerto Accademico, recital dei vincitori delle Borse di Studio Lions Club 2018.
Da molti considerato come uno dei più grandi compositori di musica romantica, in nessun musicista dell’Ottocento il rapporto fra letteratura e musica fu così intimo come in Robert Schumann. E non soltanto perché la letteratura accompagnò le tappe della sua arte, ma anche perché Schumann fu poeta e letterato, fondatore di una critica musicale di ampio respiro, ch’egli esercitò per un lungo tratto della sua vita allo scopo di sostenere i principi dell’arte romantica e di affrettare il compimento di una nuova poetica potenziata dal connubio delle arti.
La “sera” di Schumann proposta da Illuminazioni, si concentrerà su alcune opere scritte tra il 1843 e il 1851, anni caratterizzati dalla grande produzione cameristica schumanniana, nella quale il compositore traduce in equa misura la sua inclinazione romantica brillante ed estrosa, non tralasciando, nel contempo, l’introspezione psicologica e sofferta, specifica di alcune pagine composte in un batter d’occhio, con una creatività naturale dotata di uno stile inconfondibile.
Si aprirà con Fantasiestücke, per violoncello e pianoforte op.73, dove l’elemento fantastico costituisce un tema caro al compositore tedesco, qualcosa che scaturisce da un forte impulso immaginativo e si valorizza poeticamente come un’affermazione implicita di libertà inventiva.
Segue Adagio e Allegro per corno e pianoforte in la bemolle maggiore op. 70, scritti nel 1849 (nel cuore dell’epoca rivoluzionaria che attraversava in quel periodo l’Europa e propensa allo stravolgimento dei poteri costituiti e segnata anche da nuove ideologie, come quella marxiana), rispecchiano il dissidio del compositore, spesso combattuto tra sentimenti contraddittori.
In Märchenbilder per viola e pianoforte op. 113 si ritrova lo spirito delle storie fantastiche di stile tedesco, riprese e interpretate in letteratura da vari autori come Eichendorff, Tieck e Novalis. I Märchenbilder schummaniani  si propongono di illustrare quattro episodi fiabeschi particolari, due differenti momenti della fiaba “Raperonzolo” nei primi due movimenti, un episodio con protagonista l’essere malefico Tremotino nel terzo movimento, e una ninna nanna per la Bella Addormentata a terminare la composizione.
Con Fünf Stücke im Volkston per violoncello e pianoforte op. 10, cinque pezzi in stile popolare, scritti nel 1849, Schumann rivestì il ruolo di antesignano di una tendenza, peculiare della musica mitteleuropea della seconda metà del secolo, volta ad individuare, comprendere e rielaborare le culture popolari.
Il programma si chiuderà con Andante und Variationen per due pianoforti, 2 violoncelli e corno op. 46 che prevede una insolita combinazione strumentale. Una peculiarità dell’opera consiste nella supremazia dei due pianoforti nel corso dell’intera composizione. I violoncelli ed il corno svolgono la funzione di implementare il peso e l’eterogeneità dei colori, esaltare linee specifiche e perfezionare la resa armonica.
180831_loc_San Donà