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DOPPIO APPUNTAMENTO A PORTOGRUARO
Sabato 8 settembre 2018
 
 
ore 18.00 – Sala Colonne – Collegio Marconi, Portogruaro
PENOMBRE
INCONTRO CON ROBERTO CALABRETTO
“Luigi Nono e il cinema. Un’arte di lotta e fedele alla realtà”
L’incontro chiude il ciclo “Penombre” le conferenza musicologiche  del Festival. Ingresso libero
ore 21.00 – Teatro L. Russolo di Portogruaro
ALESSANDRO TAVERNA
Liquidità e maschere per un concerto del pianista che ricevette da Napolitano il “Premio Presidente della Repubblica” per i suoi meriti artistici e per la sua carriera internazionale.
Doppio appuntamento, sabato 8 settembre 2018, con Illuminazioni, 36a edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia. Alle ore 21 al Teatro Russolo di Portogruaro il recital del pianista Alessandro Taverna. Già premiato da Napolitano con il “Premio Presidente della Repubblica” per i suoi meriti artistici e per la sua carriera internazionale, Taverna si esibisce in tutto il mondo e nelle più importanti istituzioni musicali, ma resta saldo alle sue origini venete e alla sua terra. Ha registrato per BBC Radio 3, Rai Radio 3, Radiotelevisione Slovena, RSI Radiotelevisione Svizzera. Di lui colpiscono la musicalità e la personalità. Il programma della serata prevederà, tra liquidità e maschere, musiche di Chopin (Barcarolle), Ravel (Miroirs), Debussy (L’isle joyeuse) e Schumann (Davidsbündlertänze – Achtzehn Charakterstücke op. 6). 
Alle ore 20.30 nel Foyer della Magnolia “Gli aperitivi del Festival”. Biglietteria aperta tutti i giorni dalle 18 alle 20 (il giorno dello spettacolo fino alle 21). Anche on-line su vivaticket.it
Prima del concerto alle ore 18.00 al Collegio Marconi di Portogruaro, ultimo incontro, a ingresso libero, del ciclo Penombre, le conferenze musicologiche del Festival, accompagnate dalla degustazione di vini del territorio. Protagonista Roberto Calabretto con “Luigi Nono e il cinema. Un’arte di lotta e fedele alla realtà”. Il suo recente libro “Luigi Nono e il cinema” (Libreria Musicale Italiana, pagg. 539) sarà l’occasione per una discussione sul “senso” di una modalità compositiva che ha segnato alcuni decenni della storia musicale italiana, intrisa di ideologia, ma anche di idealità. Calabretto, professore associato di discipline musicologiche all’Università di Udine, ha lavorato per molti anni come critico musicale e oggi collabora con la Fazioli Concert Hall di Sacile.
Non è soltanto l’”elemento acquatico” (come si può facilmente evincere dai titoli dei pezzi e dal fascino simbolico che essi producono) ad offrire un ideale collegamento tra i pezzi che compongono la prima parte del recital di Taverna. Nella Barcarola, che rappresenta una delle creazioni più geniali dell’ultimo Chopin, si possono leggere infatti i prodromi dell’impressionismo musicale. Sin dalle note dell’esordio, il fascino dei suoi timbri “liquidi” e dei suoi passaggi acquatici conduce entro uno spazio pittorico che precorre e ricorda lo stile di Gabriel Fauré.
Rimandi a un’idea poetica si possono ritrovare nel titolo Miroirs (Specchi). Per quanto vaga e fugace, essa viene spiegata dallo stesso Ravel citando il Giulio Cesare di Shakespeare: «L’occhio non vede se stesso se non di riflesso, attraverso altri oggetti». Da questo si può evincere il carattere altamente evocativo dei pezzi che costituiscono la raccolta, scritti nel 1905.
L’isle joyeuse di Debussy è ispirato al celebre quadro di Watteau ”L’embarquement pour Cythère”, dove è dipinta la scena festosa della partenza di un gruppo di uomini e donne per la mitica isola di Citera, nel Mediterraneo (il luogo di nascita della dea Venere). L’ortografia inglese “isle” invece di “ile” rimanda a un’altra isola importante per Debussy: l’isola di Jersey nel Canale della Manica, nella quale nel 1904 si era rifugiato con Emma Bardac, che il compositore avrebbe poi sposato in seconde nozze.
Chiudono la serata i diciotto frammenti che costituiscono le Davidsbündlertänze di Schumann. Tornano qui i caratteri della duplice polarità della personalità schumanniana a immortalare l’impulso creativo di ciascuno dei singoli brani: Eusebio e Florestano. Essi rappresentano per il compositore qualcosa di più che semplici maschere nate dall’ immaginazione: sono i volti differenti del proprio io.