Arte e vita si intrecciano nelle composizioni di Cascioli, Liszt e Schumann
Trio di ParmaNuovo appuntamento, mercoledì 5 settembre, con Illuminazioni, 36° edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia. Alle ore 21 al Teatro Russolo di Portogruaro, sarà la volta del Trio di Parma (Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino ed Enrico Bronzi, al violoncello). Ingresso a pagamento. Alle ore 20.30 nel Foyer della Magnolia “Gli aperitivi del Festival”. Biglietteria aperta tutti i giorni dalle 18 alle 20 (il giorno dello spettacolo fino alle 21). Anche on-line su vivaticket.it.
Il programma della serata si aprirà con l’Orpheus di Franz Liszt, nato da un inserimento di due brani sinfonici composti dallo stesso Liszt all’inizio e alla fine all’opera Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck. Orfeo viene identificato come l’emblema della forza civilizzatrice dell’arte e in particolare della musica, che il compositore considerava  ”patrimonio di tutti”. Nella trascrizione di Saint-Saëns, proposta a Illuminazioni, emerge con tutta evidenza la potenza orchestrale dell’originale attraverso difficoltà strumentali di notevole rilievo.
A seguire, saranno eseguiti I Drei Capriccios nach Bildern von Callot in E.T.A. Hoffmanns “Prinzessin Brambilla”, rara pagina giovanile del compositore austriaco Egon Wellesz, alla cui origine troviamo distinte fonti di ispirazione: lo stile bizzarro dell’incisore francese Jacques Callot e la visionarietà dello scrittore romantico E.T.A. Hoffman.
Il programma tornerà poi a Liszt, con Tristia: trascrizione, realizzata nel 1883, della Vallée d’Obermann, sesto brano delle Années de Pèlerinage, Première année: Suisse, la cui idea ha impregnato  gli anni della lunga vita del compositore. È il 1835, infatti, quando il ventiquattrenne Liszt, già applaudito come sommo pianista, abbandona la capitale francese assieme alla contessa Marie d’Agoult, la quale lascia marito e figlie con grande scandalo pubblico. Iniziano per lui alcuni “anni di pellegrinaggio”, con esplicito riferimento ai Wanderjahre del Wilhelm Meister di Goethe, ovvero agli anni di romantica peregrinazione del protagonista di quel romanzo Nasce l’idea che una composizione musicale non debba essere una pagina di musica “pura”, ma sia piuttosto ispirata a un assunto paesaggistico, narrativo, letterario o filosofico.
Quarto brano in programma, il Trio n.2 di Gianluca Cascioli, scritto nel 2015: 11 movimenti (collegati fra loro) di durata complessiva di soli 8 minuti; nonostante la frammentarietà, il brano possiede una solida strutturamuovendosi in un crescendo tensivo fino al decimo brano (Metamorfosi). Il finale (Inno) dal carattere catartico, recupera la melodia iniziale per aumentazione. Il brano (dedicato al grandissimo compositore Alberto Colla, insegnante di Cascioli) esprime una vitalità e brillantezza di carattere delicato e sommesso.
A chiudere il concerto, il Trio n.3 di Schumann, autore che va oltre la querelle tra musica pura e musica a programma, attraverso una sublimazione di archetipi e di visioni poetiche che soppravvivono nella sua musica strumentale e la colorano di un gusto letterario e romanzesco, screziato da un tono pittoresco e sublime ad un tempo.
Il Trio di Parma si costituisce nel 1990 al Conservatorio “A. Boito” di Parma. Successivamente approfondisce la sua formazione musicale con il leggendario Trio di Trieste e nel 2000 viene scelto per partecipare all’Isaac Stern Chamber Music Workshop alla Carnegie Hall di New York. Ottiene i riconoscimenti più prestigiosi con le affermazioni al Concorso Internazionale “Vittorio Gui” di Firenze, al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Melbourne, al Concorso Internazionale della ARD di Monaco ed al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Lione, e viene invitato dalle più importanti istituzioni musicali in Italia (Accademia di S.Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano, Amici della Musica di Firenze, Gran Teatro La Fenice di Venezia). Collabora con importanti musicisti quali Vladimir Delman, Anton Nanut e Eduard Brunner, e incide  le opere integrali di Brahms per l’Unicef, di Beethoven e Ravel per la rivista Amadeus, Šostakovič per Stradivarius (premiato come miglior disco dell’anno 2008 dalla rivista Classic Voice).