Il Festival 2014 prende spunto da uno straordinario libricino dal titolo Lo scrigno del giovane Kreisler (ed. EDT), un’antologia di brevi passaggi tratti per lo più dal fiore della letteratura tedesca: in primis, Jean Paul e Novalis, ma non mancano Goethe, Lessing, e molti altri. Il curatore dell’opera è niente meno che il più grande musicista tedesco della seconda metà dell’Ottocento: Johannes Brahms. La lettura di queste pagine costituisce un’intrusione negli aspetti più intimi della formazione letteraria e musicale di Brahms ed il quadro che ne esce è appassionante. Vi si fondono filosofia, letteratura, musica e non manca un Humor pungente e arguto. I temi sono moltissimi: l’amicizia, la saggezza, la libertà, lo stato, la religione. Tra tutte queste tracce, ne abbiamo scelta una che rappresenta un autentico, ricchissimo filone: è quella che riguarda il tema dell’innocenza, declinato nelle varianti della purezza, della spontaneità e della giovinezza. Ci siamo chiesti da dove venga questo ideale e quali siano le ragioni della sua urgenza e necessità, tentando di cogliere i segnali di un’idea che si configura essenzialmente come nostalgia di una purezza perduta… novalisIn questa consapevolezza, percepiamo Brahms al di qua del guado della storia. Sentiamo che quest’uomo, che viaggia in treno e di cui possiamo vedere le fotografie, è uno di noi. Egli ha conosciuto il fervore della Romantik ma vive in un’era nuova, in cui si annida il dubbio che quegli ideali siano sogni del passato. La ricchezza e le ambiguità dei suoi tratti psicologici si mescolano a questa consapevolezza, generando un’arte che vive sul confine tra tradizione e progresso. L’originalità del progetto consisterà nell’affiancare a molti dei concerti o recital un piccolo ciclo di Lieder che sarà affidato a un giovane gruppo di cantanti in residenza. Un’attenzione particolare sarà rivolta a quei Deutsche Volkslieder, opere giovanili a cui Brahms, in età matura, dirà di pensare ancora con affetto. Le ragioni di tale scelta sono, ancora una volta, contenute nel prezioso volumetto:     «…I canti popolari contengono la più fedele immagine dei tempi e il vero spirito del popolo, così come una pagliuzza gettata in aria, più che un pesante e grosso sasso, permette con maggiore facilità di vedere dove spira il vento.» (Thomas Percy)   Il viaggio brahmsiano che andremo a intraprendere attraverserà le quattro Sinfonie, la grande musica da camera, i Lieder, le opere corali e un capitolo sullo storico equivoco tra musica zingaresca e ungherese. Come avvenuto nelle recenti edizioni, anche quest’anno si cercheranno di osservare i contenuti del progetto artistico attraverso l’occhio delle altre arti: per questa edizione, il punto sarà sulla foto grafia e la ritrattistica attraverso l’occhio di grandi artisti. Considerando l’iconografia brahmsiana, è impossibile non subire una certa fascinazione dai numerosi ritratti fotografici del compositore: per la prima volta non siamo di fronte solo a dipinti, più o meno realistiche interpretazioni di pittori dell’epoca, ma ad immagini fotografiche che potrebbero appartenere alle nostre memorie familiari ed essere presenti nei nostri album dei ricordi. Anche in questo caso Brahms è “al di qua” della storia, è nella nostra storia. A partire da questa idea, abbiamo invitato due tra i più famosi fotografi specializzati nel settore della musica classica – l’olandese Marco Borggreve e lo spagnolo Josep Molina – a ragionare, tramite video, conferenze e mostre personali, su come sia cambiato nel tempo e si sia sviluppato il rapporto tra musica e le arti multimediali e su quali siano le possibilità di parlare e presentare la musica attraverso le tecniche visuali. Enrico Bronzi / direttore artistico


The 2014 Festival is inspired by an outstanding little book “Des jungen Kreislers Schatzkästlein” (The little treasure chest of the young Kreisler) , an anthology of short texts taken from the most important German authors : in primis, Jean Paul and Novalis, then Goethe, Lessing and many others. The author of this work is the most important German musician of the second half of 19th century: Johannes Brahms. Reading these pages we can have the feeling of getting deep inside the music and education of Brahms and what comes out is amazing and fascinating. Philosophy, literature, music and witty humour blend together . The main themes are : friendship, wisdom, freedom, the state, religion. Among all of them we chose a rich and unique thread : the theme of innocence, taking into consideration purity, spontaneity and youth. We asked ourselves where does this ideal come from? And why is it so necessary ? We tried to find out the real reason of what seemed to us a nostalgia of a lost purity…trough this awareness, we understand that Brahms is on this side of the History’s ford. We feel that this man – we can see the photos of and who travels by train – is one of us. He knew the fervour of the Romantik but at the same time he lives in a new era, where those ideals are doubted to be dreams of the past. The richness and the ambiguity of his psychological features get mixed to this awareness. From all this a new form of art is born which lives between tradition and progress. The originality of our project is to organize – beside many concerts or recitals – a little circle of Lieder that will be developed by a little group of singers. In particular, the attention will be focused on the Deutsche Volkslieder, which are works of Brahms’ youth that he loved so much even in his maturity age. The reasons of such a choice are still to be found in the little book: «…Popular songs are the most faithful imagine of the time and the true spirit of people, they are like a straw thrown in the air that can help to see where the wind comes from more easily than a big and heavy stone.» (Thomas Percy) The Brahms’ journey we are about to take will go through the four symphonies, the great chamber music, the Lieders, the choral works and a chapter dedicated to the difference between Hungarian music and gipsy music. As happened in the last editions of the Festival, even this year we’ll try to consider the artistic project through the eye of several forms of art, in particular photography and portraiture of great artists. If we consider Brahms’ iconography, it is impossible not to be fascinated by his several photo portraits : for the first time we are not in front of simple portraits (more or less realistic interpretations of painters of that time) but we are looking to photos that could be in our families’ albums. For this reason as well, Brahms is on this ford of History. He is in our history. Taking inspiration from this idea we invited two of the most important photographs specialized in classical music – the Dutch Marco Borggreve and the Spanish Josep Molina – who will investigate how the link between music and multimedia arts has been changing through the years and how music can be represented through these arts. In order to get this purpose, they will use videos, conferences, and personal exhibitions . Enrico Bronzi / Artistic Director