sabato 13 aprile – ore 18.00
Portogruaro – Municipio, Sala Consiliare

 

Viaggio musicale con i violoncellisti della Fondazione Musicale Santa Cecilia:
Irene Marzadori, Sorayya Russo, Caterina Vannini
Jacopo Cesaratto, Andrea Marcolini, Elia Moffa, Alberto Tecchiati

Classe di violoncello del M° Giovanni Gnocchi

e con la partecipazione di Laure-Hélène Michel

 

Dal dolce pianto al doloroso riso”

Nel pianto v’è un certo piacere, ed il dolore che si scioglie in lacrime trova un sollievo
Ovidio

L’eco soffocata del singhiozzo somiglia al riso
Gustave Flaubert

Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all’odio
Charlie Chaplin

 

GESUALDO DA VENOSA (1563-1613)
Tribulationem et dolorem à 5
(XVII dal I Libro delle Sacrae Cantiones a 5 voci, 1603)

A. FERRABOSCO il giovane (1575-1628)
Lamentazione, Lachrimae, à 4

F. COUPERIN (1668-1733)
Plaintes des Muses, à 3 (da L’Apothéose de Lully, 1724)

J. DOWLAND (1553-1626)
“If my complaints could passion move”, à 4
(da First Book of Songs, London 1597)

G. ROSSINI (1792-1868)
Duetto per violoncello e contrabbasso (à 2 celli) (1824)

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A. PIATTI (1822-1901)
Elegia per due violoncelli, in memoriam Anton Rubinstein (1894)

G. DONIZETTI (1797-1848)
Una furtiva lagrima (da L’elisir d’amore, 1832) à 2 celli e ensemble

A. SEIDELMANN (Linz, *1954)
Der bestechliche Hofrat, blues (“Il cancelliere corruttibile”) à 3 (1999)

A. SEIDELMANN
Guten Abend liebe Grossmutter (“Buonasera cara nonna”), à 4 (1999)

G. KEATING (*1937)
Dance Hall Suite (1993)

 

Dal dolce pianto al doloroso riso,
da una etterna a una corta pace
caduto son: là dove ’l ver si tace,
soprasta ’l senso a quel da lui diviso.
Né so se dal mie core o dal tuo viso
la colpa vien del mal, che men dispiace
quante più cresce, o dall’ardente face
de gli occhi tuo rubati al paradiso.
La tuo beltà non è cosa mortale,
ma fatta su dal ciel fra noi divina;
ond’io perdendo ardendo mi conforto,
c’appresso a te non esser posso tale.
Se l’arme il ciel del mie morir destina,
chi può, s’i’ muoio, dir c’abbiate il torto?
(Michelangelo Buonarroti, Rime)

 

Ensemble Violoncelli
L’idea di un concerto con un ensemble di violoncelli non è certo una cosa nuova nè a Portogruaro, dove in questi ultimi anni se ne sono sentiti ormai parecchi, nè all’interno della storia della musica e del concertismo.

Se vogliamo, l’immagine di un gruppo di violoncelli ricalca molto un ensemble di voci, di semplici cantori, che, con linee diverse e di differente altezza, danno vita assieme ad una più complessa composizione polifonica, oppure l’idea si può ricondurre al Consort de Violes, ovvero a quella prima forma di gruppo strumentale da camera che ebbe enorme sviluppo in Europa dalla fine del Quattrocento fino all’inizio del Settecento, e di cui pare esista la prima testimonianza come gruppo di 4 viole proprio in Italia nelle corti di Mantova e Ferrara (e più tardi anche presso la Scuola Grande di San Marco a Venezia!).
Nei Consort erano infatti presenti viole da gamba di diversa misura, dalla viola soprano al basso di viola, e che riuscivano quindi a coprire l’intera estensione di un coro a cappella.
Un gruppo di violoncelli, strumenti che per loro natura hanno il dono di un timbro estremamente simile a quello della voce umana, e che negli anni si sono sviluppati arrivando (anche grazie all’italiano Boccherini!) a coprire un’estensione che dai toni bassi raggiunge le note più acute, si presta perfettamente per interpretare con il massimo agio il repertorio rinascimentale e barocco, vocale o strumentale che sia, o anche composizioni più tarde, addirittura orchestrali.
Lo aveva capito molto bene il grande virtuoso violoncellista Julius Klengel (1859-1933), che per primo compose un Inno originale per 12 violoncelli.
Nella storia dell’interpretazione poi si è fatta sempre più strada la consuetudine di organizzare interi concerti dedicati ad un gruppo di violoncelli: certamente una enorme spinta in questa direzione l’hanno data “I 12 Cellisti dei Berliner Philharmoniker”, che si sono costituiti come gruppo stabile fin dal 1972 e che, nonostante i continui ricambi generazionali, continuano tuttora ad entusiasmare i palcoscenici di tutto il mondo arrivando addirittura a suonare non più trasposizioni o trascrizioni ma musiche espressamente scritte per questo organico dai più celebri compositori di oggi, come Jean Françaix, Iannis Xenakis, Wolfgang Rihm, Kaija Saariaho e Tan Dun.

Nell’idea del concerto di questa sera è inoltre presente una grande componente educativa: abbiamo già parlato in altre occasioni di come la pratica della musica da camera, dalla Hausmusik amatoriale ai massimi livelli professionali, sia un’abitudine che purtroppo stenta ad attecchire nel sistema educativo italiano.
Queste occasioni di condivisione di un progetto sono, per i giovani musicisti che sentirete stasera, delle opportunità importantissime di reciproca conoscenza, che vuol dire capacità di ascoltare da un lato e di rendere più chiara e comprensibile la propria voce dall’altro, in un ambito musicale ma anche umano, dove ciascuno a turno ha l’occasione di esibirsi nelle parti solistiche ma anche di arricchirsi dei suggerimenti (verbali, o sonori) dei compagni e di preziosa esperienza “sul campo”, di fianco ai propri futuri colleghi.

Giovanni Gnocchi
Laureato ai Concorsi violoncellistici Primavera di Praga e A. Janigro di Zagabria, vincitore nella musica da camera del Concorso “F. J. Haydn” di Vienna, del Borletti Buitoni Fellowship e dell’Audience Prize della Wigmore Hall in duo al Parkhouse Award di Londra, Giovanni Gnocchi ha debuttato come solista assieme a Yo-Yo Ma, e suonato sotto la direzione di G. Dudamel, Ch. Hogwood, C. Rizzi, P. Despalj, all’Hong Kong Arts Festival, Mozarteum Salzburg, Wiener Konzerthaus. 

Fondatore del Quartetto di Cremona e del David Trio, ha vinto Premi in concorsi internazionali cameristici in Europa e USA. Premiato dal Borletti-Buitoni Trust di Londra e vincitore dell’Audience Prize della Wigmore Hall, si è esibito presso i più importanti festivals europei anche con i membri del Quartetto Hagen, L. Kavakos, A. Lucchesini, A. Madzar, Mahler Chamber Soloists, D. Poppen, B. Bonney e ha suonato in duo con A. Lonquich per le Serate Musicali di Milano.
Primo Violoncello solista della Camerata Salzburg per 8 anni (2002-2010), Guest Principal Cellist alla Royal Philharmonic Orchestra di Londra nella passata stagione, Giovanni è stato invitato come primo violoncello nella Philharmonia Orchestra, Münchner Philharmoniker, Orchestra Mozart, London Symphony, Bamberger Symphoniker, e dal 2008 è membro della Lucerne Festival Orchestra di Claudio Abbado.
Dal 2009 suona in duo con la pianista Chiara Opalio, con cui si è esibito per alcune tra migliori stagioni cameristiche italiane.
Gli appuntamenti della scorso stagione lo hanno visto protagonista di un tour italiano coi sestetti di Brahms con L. Kavakos, D. Poppen, P. Demenga ed altri, del Triplo di Beethoven assieme a Piernarciso Masi e Paolo Chiavacci sotto la direzione di Daniele Giorgi, il debutto con un concerto solistico presso il Festival “Alfredo Piatti” di Bergamo, e i prossimi impegni prevedono concerti in duo e trio con Alexander Lonquich e Ilya Gringolts, concerti con Chiara Opalio a Trento, Bologna, Trieste e l’esibizione solistica con le Variazioni Rococò con i Musici di Parma.
Attualmente ha un incarico come Docente Ospite al Mozarteum di Salisburgo e lo scorso dicembre, a seguito di un concorso internazionale, è stato scelto come il nuovo Univ. Prof. di Violoncello della Univeristät Mozarteum.
Giovanni ha studiato Rocco Filippini e Mario Brunello, e si è diplomato al Conservatorio di Rovigo con lode sotto la guida di Luca Simoncini. Ha completato i propri studi frequentando a lungo le lezioni di Enrico Bronzi e per 2 anni con Clemens Hagen, frequentando nel contempo le Masterclass di H. Schiff, S. Isserlis, A. Meneses, D. Geringas, N. Gutman, F. Rados, H. Beyerle, G. Takacs-Nagy.
Suona un violoncello Balestrieri della Maggini Stiftung e un arco di Giovanni Lucchi.