Festival2013

LINEE ARTISTICHE DEL FESTIVAL

La 31a edizione del Festival si è incentrata sulla figura e sull’opera di Ludwig van Beethoven, le cui composizioni hanno rappresentato un vero spartiacque per la storia della musica. La sua figura è stata fondamentale, e nessun compositore successivo ha potuto ignorare la portata del suo contributo alla storia della musica. L’idea di partenza è stata quella di indagare da una parte sulla figura del compositore, proponendo l’integrale della sua produzione sinfonica, dall’altra sul mito di Beethoven e sul peso anche filosofico, sociale che con lui il compositore, l’artista ha assunto nella società e nella politica. Il che ha significato anche indagare sulla sua eredità nel mondo dell’arte, della filosofia e, non ultimo, del cinema.

Grazie alla nuova collaborazione con CinemaZero di Pordenone, proprio con il cinema ha preso avvio l’edizione 2013, con una serie di “anteprime” cinematografiche, che intendevano indagare sulla figura beethoveniana sotto diversi punti di vista, a partire dal filone delle biografie in costume (“Amata Immortale” di B. Rose, presentato il 22 luglio in Piazzetta Pescheria), passando per il raffinatissimo “Eroica”, film-documentario realizzato dalla BBC e tutto incentrato sulla prima esecuzione della terza Sinfonia, fino ad “Arancia Meccanica” di Kubrich e alla video-installazione di Mauricio Kagel, che con il suo “Ludwig van” ha da una parte omaggiato il genio di Bonn, dall’altra presentato una tagliente analisi sulla società tedesca degli anni sessanta che di Beethoven aveva fatto quasi un proprio simbolo.

Sempre parlando di arti visive, un cenno particolare merita lo spettacolo di Projection Mapping (intitolato “Kino Quartet”), dotta installazione video ideata da Karmachina (Vinicio Bordin, Paolo Ranieri e Rino Tagliaferro), con una colonna sonora basata su variazioni su temi beethoveniani di Alberto Modignani. La supplica conclusiva del testamento di Beethoven in cui egli chiede ai posteri di non dimenticarlo si è realizzata al di là delle sue aspettative. Non solo Ludwig non è stato dimenticato, ma il suo slancio creativo ha attraversato tutto il nostro tempo nei modi contraddittori della musica di consumo e della musica colta. Kino Quartet ha ripreso e approfondito il tema delle interpretazioni novecentesche di Beethoven, utilizzando una serie di materiali visivi pittorici e cinematografici che hanno composto una video installazione insieme omaggio e oltraggio all’autore che più di ogni altro rappresenta le contraddizioni del nostro tempo.

Il ciclo delle 9 sinfonie e dei 7 concerti per strumento solista e orchestra è stato affidato all’Orchestra di Padova e del Veneto (21, 27, 30 agosto e 3 settembre) e alla giovane compagine friulana FVG Mitteleuropa Orchestra (24 agosto, 6 e 11 settembre). Numerosi i direttori e i solisti che si sono avvicendati sul palco del Russolo, alcuni ospiti per la prima volta (è questo il caso dei direttori Reinhard Goebel, Daniele Giorgi, della violinista Isabelle Van Keulen), altri già noti al pubblico portogruarese (Alexander Lonquich, Alessandro Taverna, Roberto Plano, Filippo Gamba, Chiara Opalio, oltre al Trio di Parma ed Enrico Bronzi).

A chiudere il ciclo (e l’edizione 2013 del festival), l’esecuzione (in prima locale) della Sinfonia n. 9 “Corale”, con la FVG Mitteleuropa Orchestra diretta da Enrico Bronzi, il Coro del Friuli Venezia Giulia, e quattro solisti di chiara fama come Annamaria Dell’Oste (soprano), Cristina Sogmeister (mezzosoprano), Herbert Lippert (tenore) e Stefan Zenkl (baritono).

Oltre a presentare per la prima volta a Portogruaro l’integrale di quello che rappresenta il più importante ciclo di musica sinfonica di sempre, si è cercato di far luce anche sui numerosi aspetti stratificati della personalità beethoveniana. A questo proposito, sono state proposte al pubblico le pagine più sorprendenti di un Beethoven a tratti ironico, ingenuo domestico, e a volte persino scanzonato, ma carico di quello humor che caratterizza in realtà tutta la sua produzione. Il 28 agosto, nella Chiesa San Luigi, il concerto dedicato all’altro Beethoven ha visto la partecipazione di numerosi artisti del festival: dal Trio di Parma che ha anche accompagnato il tenore Alessandro Cortello (Canzoni popolari), a Michele Bravin ed Emanuele Buzi (Sonatine per mandolino e pianoforte) a Giovanni Gnocchi e Simone Briatore, che hanno proposto il famoso Duo per viola e violoncello, “con gli occhiali obbligati”. Un altro aspetto che è stato affrontato è stato quello della ricezione di Beethoven da parte degli autori successivi, che a volte lo hanno sentitamente omaggiato (è questo il caso di Shostakovich, con la sua Sonata per viola e pianoforte, o Strauss con le Métamorphosen), oppure parodiato, come nel caso di Satie (Omaggi e Parodie, 23 agosto, con la partecipazione, tra gli altri, di Cristina Barbuti, Simone Briatore, Ilya Grubert, Christine Hoock, Stefano Cerrato.

Tra i concerti cameristici, un cenno particolare meritano il recital del giovane e carismatico pianista Evgeni Bozhanov (4 settembre), sicuramente una della grandi promesse del pianismo internazionale, e il raffinatissimo concerto tenuto il 25 agosto dal Quartetto Gringolts, con musiche di Beethoven e Brahms.

Sempre alle musiche di Beethoven (con il “Trio degli Spettri” op. 70 n.1.) e Brahms è stata dedicata la consueta serata nella splendida cornice di Palazzo Impallomeni (29 agosto), che ha visto protagoniste il Trio Eclettica (trio composto da tre giovani musiciste allieve delle masterclass estive) e l’esclusiva partecipazione di Francesca Merloni – ideatrice del Festival “Poiesis” di Fabriano, che ha aperto la serata con la lettura della “Lettera all’amata Immortale”.

Un particolare cenno merita il concerto realizzato con la collaborazione della classe di pianoforte di Roberto Plano (25 agosto, ore 11), dedicato all’Album Beethoven edito da Pietro Mechetti che, nel 1842, si era rivolto ai più grandi compositori dell’epoca per “donare” nuovi brani da inserire in questa raccolta con l’intento di finanziare la costruzione del monumento a Beethoven. Molti aderirono all’iniziativa: si pensi che composizioni come le Variations Serieuses op. 54 di Mendelssohn, il Preludio op. 45 di Chopin nacquero in questa occasione.

La rassegna concertistica ha previsto numerosi concerti dedicati agli allievi delle masterclass, e le ormai consuete e attese “Penombre”, che quest’anno hanno visto la partecipazione diGuido Barbieri, Alexander Lonquich, Quirino Principe, Roberto Calabretto, Veniero Rizzardi.