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SUMMARY:BASIANI - THE STATE ENSEMBLE OF GEORGIAN FOLK SINGING
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] \nsabato 20 giugno ore 21.00\, Caorle\, Duomo di Santo Stefano Protomartire\nCONCERTO STRAORDINARIO “ASPETTANDO IL FESTIVAL”\nIngresso libero\n  \nPROGRAMMA MUSICALE \nKakhuri Mravalzhamieri (“Tanti anni di vita”) – uno fra i tanti canti da brindisi che vengono intonati durante una Supra (nella lingua georgiana significa “banchetto-convivio”)\, introdotti e chiosati dal capo brindisi (Tamada). Tipico della regione Kakheti. Solisti: Tornike Merabishvili e Giorgi Khunashvili. \nGuruli Perkhuli – canto per la danza in cerchio\, tipica della regione Guria. Con interventi vocali in krimanchuli (lo Yodel georgiano). \nSaidan Mokhval Shen Kalo (“Da dove vieni o bella”) – canto dedicato a una donna bellissima\, accompagnato dal suono del panduri (strumento tradizionale georgiano). Musica di Anzor Erkomaishvili (celebre poeta georgiano). Solista: Zviad Michilashvili. \nNamgluri (“Falce”) – canto di lavoro\, regione Kakheti. Cantato durante la mietitura dei campi di mais. \nChven Mshvidoba (“Pace a noi”) – canto da tavola. Regione di Guria. Eseguito in trio. \nOrovela – canto di lavoro per l’aratura\, regione Khakheti. \nOdoia (Odo – antico dio del lavoro\, noto anche come Odoia) – Canto di lavoro proveniente dalla regione Samegrelo (Georgia occidentale) eseguito mentre si zappa e si tolgono le erbacce da un campo di mais. \nMotsikuli Kristesagan Gamorcheuli (“L’Apostolo prediletto da Cristo”) – Kontakion di Santa Nina (Evangelizzatrice della Georgia). Tradizione della Georgia occidentale. \nTsmidao Ghmerto (“O Santo Dio”) – Canto liturgico\, con testo simile al salmo 50\, Miserere. Tradizione della Georgia orientale. \nSashot Mtiebisa (“Fuori dal grembo materno”) – Il canto liturgico festivo della Natività (Introito). Tradizione della Georgia occidentale. \nKhasanbegura (l’uomo chiamato Khasanbegi) – Canto storico-epico\, regione Guria. Con interventi vocali krimanchuli (lo Yodel georgiano). Trio: Sergo Urushadze\, George Gabunia\, Batu Lominadze. \nGandagana – canto di danza\, regione Achara\, con accompagnamento di chiboni (zampogna) e panduri. Solisti: Gela Donadze\, Giorgi Khunashvili; chiboni: Elizbar Khachidze; panduri: Sergo Urushadze. \nChela (nome di un bue) – un canto del conducente di un carro trainato da buoi\, regione Samegrelo. Con accompagnamento di chonguri (cordofono tradizionale). Solisti: Irakli Tkvatsiria e Sergo Urushadze. \nChakrulo (“Intrecciato”) – Canto festivo\, regione Kakheti. Il componimento più celebre della polifonia tradizionale georgiana. Come parte dei capolavori della civiltà mondiale\, nel 1977 il canto fu inviato nello spazio dalla NASA. Il significato letterale della parola chakrulo in georgiano è “intrecciato”; significa che il canto implica voci fortemente legate o intrecciate. Solisti: Giorgi Khunashvili e Tornike Papidze. \nTamar Dedpal (“Tamara\, la Regina”) – canto per la danza in cerchio\, tipica della regione Svaneti. Il canto descrive l’ingresso trionfale della regina Tamara di Georgia (1184-1213) in Svaneti. \nShemokmedura – canto di lavoro\, villaggio di Shemokmedi\, regione Guria. Significa “Gruppo di vicini che si aiutano vicendevolmente nel campo di mais”. \nKutaisuri Serenada (“Serenata alla città di Kutaisi”) – canto “urbano” composto da Joseph Kechakmadze. Solista Irakli Tkvatsiria. \n\n***\nIl Canto Polifonico Georgiano\nPRIMO “PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITÀ”\nIl canto polifonico georgiano è stato il primo “patrimonio immateriale dell’umanità” ad essere inserito nella lista UNESCO (nel 2001). Di grande e variegata complessità\, è un’antica tradizione della Georgia Caucasica\, presente almeno dal IV secolo\, quando il Cristianesimo fu adottato come religione di Stato. Consiste in quattro tipi principali: a bordone\, contrappuntistico\, parallelo o “dissonante”\, “ostinato”. Nella regione a Nord-Ovest della Georgia (la montuosa e misteriosa Svanetia) si pratica l’arcaica polifonia “dissonante”\, mentre la Georgia occidentale (regione Guria) è conosciuta per quella contrappuntistica con lo Yodel qui chiamato Krimanchuli. La zona orientale (la regione Khaketia\, centro storico dell’enologia mondiale) è la patria del dialogo fra i melismi di due solisti e l’accompagnamento del bordone. La polifonia “ostinata” è invece presente in tutte le regioni. Il canto è onnipresente in tutte le attività della vita quotidiana\, dai canti di lavoro (il Naduri che introduce nella musica le grida dello sforzo fisico) ai canti natalizi (Alilo)\, che raccontano l’episodio evangelico della nascita di Gesù\, fino agli immancabili canti da brindisi (i celebri Mravalzhamier)\, diffusi con numerose varianti in tutte le regioni della Georgia dove si produce vino\, che accompagnano le lunghe serate conviviali attorno a tavole sontuosamente imbandite (Supra) e che vengono solitamente suggeriti dal capo brindisi (Tamada). Di particolare interesse è il canto liturgico della chiesa autocefala georgiana\, sopravvissuto avventurosamente e “miracolosamente” a eventi drammatici. Nel 1811 (dopo la terza guerra caucasica\, quando la Georgia fu definitivamente annessa all’impero zarista) il patriarcato di Mosca impose la liturgia e la lingua russa\, con conseguente proibizione della lingua georgiana e dei suoi antichi canti liturgici. Si deve a un celebre cantante d’opera\, Filimon Koridze (1835 – 1911)\, lo straordinario progetto di ricerca-documentazione-trascrizione che ha salvato il canto liturgico georgiano dall’estinzione. Koridze decise di rinunciare alla sua brillante carriera (con acclamate esibizioni alla “Scala” di Milano\, al “Mariinskij” di San Pietroburgo e alla “Carnegie Hall” di New York) per dedicarsi completamente alla documentazione-trascrizione di più di 6000 canti liturgici tradizionali georgiani. Rispetto ai diktat del patriarcato di Mosca\, ancora più terribili furono le conseguenze della rivoluzione bolscevica. Sono tristemente noti gli innumerevoli crimini perpetrati dal regime comunista nei confronti della chiesa georgiana (distruzione di antichi monasteri con relativi affreschi medioevali\, assassinio e deportazione del clero\, divieto assoluto delle liturgie) fino all’implosione dell’Unione Sovietica nel 1991. Nel 2011 il Patriarca georgiano di Tbilisi ha ufficialmente santificato Koridze: il primo esempio di un etnomusicologo “santo”.\n\nRenato Morelli\n  \n\n\nBasiani Ensemble \nEnsemble Folkloristico del Patriarcato Georgiano. Creato nel 2000\, con la benedizione di Sua Santità Ilia II Patriarca cattolico di tutta la Georgia\, è diventato l’Ensemble Folkloristico del Patriarcato Georgiano e fa parte del Coro della Cattedrale della Santissima Trinità (nota come Sameba) di Tbilisi\, che partecipa ai servizi religiosi condotti dal Patriarca. Nel 2013 al Basiani è stato conferito il prestigioso titolo di «Ensemble Statale di Canto Popolare Georgiano». Direttore artistico dell’ensemble e cofondatore è Giorgi Donadze. Basiani ha attivamente reintrodotto e reso popolari alcuni esempi delle tradizionali polifonie georgiane; inoltre ha fatto rivivere un grande numero di musiche folkloristiche. Ha pubblicato CD\, e tenuto concerti in Georgia e in altri paesi; ha partecipato a numerosi festival internazionali e si è esibito in prestigiosi teatri\, quali Concertgebouw (Amsterdam)\, Gulbenkian Great Hall (Lisbona)\, Saint Petersburg Philharmonic e Grand Hall “Oktiabrskiy” (San Pietroburgo – Russia)\,\nAldeburgh Music Festival (Inghilterra)\, Kilkenny Arts Festival (Irlanda)\, ecc.\nL’ensemble ha effettuato tre tournée negli Stati Uniti\, esibendosi in alcune tra le più prestigiose sale\, come Stanford Bing Concert Hall (CA)\, Cal Performances (CA)\, Lincoln Center (NY)\, The Town Hall (NY)\, Crannert Center For Performing Arts (IL).\nNel 2017 l’ensemble si è esibito alla Konzerthaus di Berlino e a Shenyang in Cina; nel 2018 a Kazan\, a Parigi (UNESCO)\, a Beijing\, al Festival Internazionale di Musica di\nPortogruaro e a Tokyo. Le esibizioni di successo dell’ensemble sono state più volte riportate dalla stampa americana ed europea\, come il New York Times\, il Wall Street Journal\, il Los Angeles Times\, il New York Music Daily\, l’Herald-Tribune\, ecc.\, che hanno definito la polifonia georgiana come «il suono del cielo» e l’esibizione di Basiani – «un’esibizione ultraterrena e ipnotizzante». Basiani è il nome di una delle regioni della Georgia sudoccidentale (nell’odierna Turchia\, a nord-ovest della città di Erzurum). Nel 1203\, le truppe reali georgiane sconfissero il nemico e con la vittoria consolidarono la posizione della Georgia in Asia Minore. Il ricordo della battaglia di Basiani è associato per lo Stato Georgiano all’amore per la patria\, al senso di devozione\, di unità: sentimenti che l’Ensemble persegue con la sua musica. \n\n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=PU3WwRtan8M” title=”Basiani ensemble”][/vc_column][/vc_row]
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